Ragazzi a confronto con i disturbi specifici dell’apprendimento

 
 

Un incontro coinvolgente ed esperienziale quello che ha portato ragazzi e docenti dell’Istituto comprensivo 1 ‘Spataro-Paolucci’ di Vasto a confrontarsi con i disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), un evento promosso dai tre Lions Clubs di Vasto (Host, Adriatica Vittoria Colonna e New Century) nell’ambito del programma congiunto approntato sui temi della salute.

Dopo i saluti introduttivi della Prof.ssa Sandra Di Gregorio, dirigente dell’Istituto scolastico, e di Francesco D’Adamio, presidente della Zona A della 7.ma Circoscrizione del Distretto Lions 108A Italy, è stato il Dr. Benito Michelizza, foniatra, a ricostruire alcune tappe della storia della dislessia partendo da uno scritto di Filostrato su Erode Attico, il cui figlio non riusciva a scrivere e leggere e, dunque, era dislessico. Un breve passaggio, quindi, sugli articoli pubblicati sulle prestigiose riviste The Lancet del 1895 e The British Medical Journal del 1896 rispettivamente da James Hinshelwood, che parlò di dislessia evolutiva, e William Pringle-Morgan, che fu il primo a portare una descrizione clinica di un caso di dislessia, oltretutto definendola come un difetto congenito di una parte del cervello; poi il ricordo del neurologo Adolph Kussmaul, che coniò la dicitura ‘cecità per le parole’, dell’oculista Samuel Orton, che inventò il neologismo strefosimbolia (lettere speculari), per indicare come i bambini affetti da dislessia evolutiva facciano fatica ad associare la forma scritta delle parole con la loro lingua parlata e, infine, della psicologa Isabelle Liberman.

Attraverso dei semplici giochi visivi, poi, il Dr. Michelizza ha saputo centralizzare l’attenzione dei ragazzi lungo un viaggio breve attraverso il quale hanno potuto sfiorare con mano gli inganni della mente e della visione e le difficoltà di chi è colpito da DSA.

Molto interessanti gli interventi degli altri specialisti presenti tra i relatori, a cominciare da quello della Dott.ssa Claudia Serafini, logopedista, che ha spiegato nel dettaglio quali siano i disturbi specifici dell’apprendimento, dalla dislessia, il più noto, alla disortografia. Quindi, ha parlato di come le persone colpite da DSA abbiano un quoziente intellettivo nella norma, hanno avuto un percorso scolastico regolare e non hanno alterazioni della vista e/o dell’udito, prima di dare corpo ad esperimenti di lettura e comprensione che hanno coinvolto la platea.

Le emozioni, invece, sono state al centro dell’intervento della Dott.ssa Debora Patricelli, psicoterapeuta, che attraverso la proiezione di scatti fotografici ha saputo far riscoprire ai ragazzi il valore e l’essenza di quelle primarie, che vengono attribuite a fattori interni come i pensieri, e di quelle secondarie ingenerate da fattori esterni come immagini o qualcosa che ascoltiamo.

In chiusura la Dott.ssa Monica Conti, psicoterapeuta, ha chiarito quanto possa costare leggere e scrivere in termini di energia, di tempo, di rinunce agli hobbies, al tempo libero, ai propri interessi. Attraverso la lettura di un brano del libro ‘Storie di straordinaria dislessia’, incentrato sulla storia del ragazzo dislessico Daniele Zannoni, la Conti ha parlato di come un dislessico possa sentirsi frustrato, arrabbiato, triste, avvinto da una sensazione di inferiorità ed impotenza di fronte a scarsi risultati nonostante il grande impegno profuso, ma anche di come non bisogna arrendersi di fronte alle difficoltà, del bisogno di ritrovare fiducia in se stessi e raggiungere risultati che sanno regalare impagabili soddisfazioni. Attraverso la proiezione di uno spezzone del film Kung-Fu Panda, ha evidenziato la necessità di lavorare per cogliere le potenzialità nascoste del soggetto dislessico trovando finanche il modo giusto per farle emergere e valorizzarle, non dimenticando l’importanza di adottare un opportuno metodo di studio.

(foto di Massimo Molino)

 
 
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